3.26.2014
QUALCHE COSA BUONA DALLA POLITICA
Buone notizie per i Comuni d'Italia: la prevenzione del dissesto idrogeologico potrà uscire dal patto di stabilità, grazie all'intervento del Movimento 5 Stelle nella mozione sulle alluvioni in Veneto ed Emilia.
Il governo ha accettato il punto di vista di buonsenso, e i Comuni avranno un'arma in più contro il dissesto: infatti nel 2014 e nel 2015 saranno esclusi dal patto di stabilità gli interventi per emergenza, ripristino e la prevenzione.
Non solo. Arriva anche una norma per mettere fine alla sovrapposizione di competenze tra enti, gruppi di lavoro, istituzioni che hanno voce in capitolo nelle emergenze.
E poi arriva la scure anche sui piani di emergenza comunali, spesso inefficaci. Il governo li revisionerà ed esaminerà uno ad uno.
I portavoce M5S in Commissione Ambiente hanno chiesto di prevedere che ogni anno i soldi stanziati per il dissesto siano ripartiti tra emergenze e opere di prevenzione, così da favorire un passaggio graduale dalla continua rincorsa delle emergenze a una pianificazione della prevenzione tramite finanziamenti certi. Anche su questo il governo si è impegnato...
Ispirato al testo pubblicato in
PREVENZIONE - TUTTO IL MONDO E' PAESE
Ecco gli effetti del mancato recepimento di un allarme dei geologi americani che nel 1999 avevano riconosciuto una potenziale situazione di frana pericolosa per degli insediamenti... risultato al 2014: morti, dispersi, danni.
Non commentabile
3.11.2014
SICUREZZA NELLE SCUOLE
Le Province del Friuli Venezia
Giulia hanno risposto alle direttive nazionali sulla scuola che, su indicazione
del premier,
intendono essere d’avvio per un vasto piano per l’edilizia scolastica: sono
stati quantificate in 21,8 milioni di lire le segnalazioni al Governo per gli
interventi di edilizia scolastica immediatamente cantierabili.
Come emerge anche dalle recenti
campagne lanciate dai principali organi di stampa regionali, i cui lettori sono
incitati a mandare segnalazioni su situazioni di scuole danneggiate o bisognose
di interventi, traspare una decisa sensibilizzazione a riguardo.
Del resto, lo studio del
rischio sismico degli edifici scolastici e la definizione di strumenti utili
per la sua riduzione erano già stati resi noti con il progetto ASSESS -
Analisi degli Scenari Sismici degli Edifici Strategici Scolastici (2008-2011)
- che ha visto coinvolti le istituzioni scientifiche regionali, OGS (Istituto
Nazionale di Geofisica e Sperimentale) e gli atenei di Udine e Trieste, con
attività di indagine sviluppate in modo da pervenire alla conoscenza della
situazione complessiva in termini di livello di rischio e
delle esigenze di intervento sui singoli edifici scolastici.
Complessivamente al Livello 1
(“a tavolino”) sono già stati analizzati tutti i 1022 edifici scolastici
censiti dall’anagrafe nella regione Friuli Venezia Giulia, per il 10% di essi
l'analisi è stata condotta al Livello 2 (“speditivo”) e, per il 10% di questi
ultimi, l'analisi è stata condotta al Livello 3 (“di dettaglio”).
I risultati ottenuti (cfr. http://sprint.uniud.it/ricerca/progetti/assess) hanno
già fornito un quadro d’insieme per ambito territoriale, consentendo di
formulare graduatorie di priorità di intervento e di pervenire ad una stima
sommaria delle risorse finanziarie necessarie per la loro attuazione. Essi
hanno evidenziato anche l'importanza di considerare le criticità del sito,
con la necessità di un approccio che consideri tutti gli aspetti legati alla
sicurezza e non soltanto la “vulnerabilità” dell'edificio.
E’ stata sottolineata altresì la
positiva influenza della ricostruzione a seguito del terremoto in Friuli del
1976, tuttavia, il significativo incremento degli standard di sicurezza introdotti dalle norme
sismiche (NTC-2008) hanno indicato una generalizzata presenza di scuole con
classi prestazionali di livello inferiore, pur con stime attorno alle “tre
stelle”; le valutazioni meno positive si sono riscontrate prevalentemente nelle
aree non classificate sismiche prima del 2003, in particolare per edifici in
cemento armato o in muratura che non hanno subito interventi di miglioramento
sismico.
Ancora
una volta in Friuli Venezia Giulia ci siamo dimostrati precursori nell’analisi
di problematiche riconosciute sempre molto dopo.
3.07.2014
CONVEGNO DELL'ORDINE GEOLOGI FVG 28.02
La brochure:"Si è tenuto il 28 febbraio 2014 a Palmanova il Convegno organizzato e promosso dall’Ordine Geologi FVG “Il ruolo del geologo nella progettazione e realizzazione di opere e interventi”, caratterizzato da folta partecipazione di amministratori pubblici, progettisti nonchè cittadini e, ovviamente, geologi professionisti operanti in tutta la regione.I lavori si sono aperti con l'intervento del dott. Menchini, consigliere dell'Ordine Geologi, con ipotesi di snellimento burocratico delle procedure amministrative, comunque attente alle annose problematiche territoriali emerse anche a seguito degli ultimi drammatici eventi alluvionali.I risultati delle attività di controllo delle commissioni provinciali sul rispetto delle norme per le zone sismiche sono stati illustrati dal dott. Chiandussi, vicePresidente dell’Ordine Geologi, che ha sottolineato le preoccupazioni derivanti dal fatto che emergono tuttora significative percentuali di progettazioni non adeguate; egli ha illustrato le conseguenti proposte dell'Ordine di riportare i controlli alla totalità delle pratiche soggette a deposito e autorizzazione, nonchè nuove procedure interne di controllo sugli elaborati redatti dagli iscritti.
L'avv. Lagonegro, legale del Consiglio Nazionale Geologi, ha saputo riordinare la Normativa di riferimento in un’elencazione pratica e di chiarimento sulle competenze e responsabilità del professionista geologo, ponendo l'accento in merito al suo ruolo nella Pianificazione, nella Sicurezza Cantieri, ed alle sue competenze in materia geotecnica.L'ing. Grosso, dirigente della Provincia di Venezia, ha svolto una disamina sul ruolo del Responsabile del procedimento (RUP), ben illustrando le differenti fasi di progettazione dall'atto preliminare e fino al collaudo. Essa ha sottolineato l'importanza di poter disporre fin dal principio di informazioni specifiche atte a scongiurare sgradite varianti progettuali per "accidenti geologici".
Gli ingg. Da Prat e Ascari dello Studio Geotecnico Italiano di Milano hanno mostrato le difficoltà legate alla mancanza di sufficienti dati geologici, derivabili con specifiche indagini geognostiche e di laboratorio da commisurare all'importanza delle opere.Il quadro operativo per la progettazione di opere in sotterraneo è stato illustrato dall’ing. Pigorini di Italafer, che ha evidenziato la necessità di una stretta collaborazione tra ingegneri e geologi, per i cospicui investimenti e le estreme difficoltà tecniche che accompagnano tali particolari infrastrutture.
Molto apprezzato in conclusione l'intervento dell'esperto geologo Comin di Italafer, che ha saputo sintetizzare tutti gli aspetti trattati dai precedenti oratori in un'appassionante disquisizione sull'etica professionale, che di fatto ha riportato l'attenzione sul sottotitolo della manifestazione "garantire la sicurezza dei cittadini e i loro investimenti".A chiusura dei lavori il dibattito finale, moderato dal dott. Iadarola Presidente dell’Ordine Geologi FVG, ha visto anche la partecipazione del geol. Lauri del Consiglio Regionale del FVG, a testimonianza di un generale coinvolgimento della nostra società negli argomenti trattati.
GEOLOGI FVG_CONVEGNO 28.02
SINISTRI: PRIMA REGOLA LAVORARE IN QUALITA'
Nel corso degli anni è di fatto aumentata in modo quasi esponenziale la frequenza delle vertenze per il risarcimento di danni che coinvolgono i professionisti dell’area tecnica.
more at:
C.N.Geologi-Assicurazione-professioni-tecniche
more at:
C.N.Geologi-Assicurazione-professioni-tecniche
da ONG - GUIDA AL CALCOLO DEI CORRISPETTIVI PER PRESTAZIONI GEOLOGICHE
Il Consiglio Nazionale dei Geologi, ha predisposto una sintetica guida per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara.La guida contiene alcuni esempi di calcolo riferiti alle prestazioni per i servizi geologici.Sono attualmente in corso iniziative per la produzione di un applicativo per il calcolo dei corrispettivi pienamente coerente con i criteri riportati nella guida. Nel frattempo è raccomandata un'attenta verifica dei programmi disponibili in rete ritenuti inattendibili.
more at:
3.06.2014
DIBATTITO
Anche questa è sempre attuale...
La
relazione geologica per gli edifici è previdenza
La relazione geologica: unico documento di
prevenzione degli edifici. Con la Legge regionale 11 agosto 2009 numero 16 la
Relazione geologica è diventata, in tutto il territorio regionale, elaborato
indispensabile per ottenere l'autorizzazione all'inizio dei lavori delle
costruzioni in zona sismica. Finalmente la relazione geologica riveste un ruolo
importante a livello progettuale, come fra l'altro indicato dalle Norme
tecniche delle costruzioni del 2008 improntate alla prevenzione. In precedenza,
infatti, detta relazione era considerata accessoria e si riducevano al minimo
le spese per le indagini necessario alla conoscenza del sottosuolo, oppure, spesso,
erano omesse. Ciò nella presunzione che il terreno interessato dalla
costruzione fosse facilmente descrivibile, in termini tecnici, addirittura con
parametri ricavabili a tavolino esclusivamente dalla letteratura scientifica.
Troppo spesso ci si "dimentica" che la relazione geologica rappresenta
il solo e unico elaborato di prevenzione dai pericoli geologici per la
costruzione di qualunque opera ingegneristico! I "pericoli geologici"
non sono riconosciuti finché la gente comune non è coinvolta in grandi
tragedie, quali terremoti, alluvioni, frane, sprofondamenti, ma anche da disagi
più limitati comunque fastidiosi, per esempio allagamenti degli scantinati,
piccoli cedimenti strutturali eccetera. Si viene a conoscenza e, per chi fa
della prevenzione geologica un lavoro, si affrontano quotidianamente situazioni
di pericolo legate a scelte progettuali non consone al territorio in cui sono
inserite, dovute soprattutto alla convinzione, errata, che si possa fare a meno
di approfondire in maniera adeguata le conoscenze del luogo ove inserire le
strutture; tanto ci pensa l'ingegneria. Ricordiamoci che gli edifici non
galleggiano a mezz'aria! L'assenza di cultura della prevenzione, presente anche
nel mondo professionale tecnico, non contempla la necessità di eseguire
indagini adeguate. Talvolta la relazione geologica è sostituita da
un'"asseverazione", non prevista dalle normative, firmata da tecnici
non abilitati, addirittura omessa oppure redatta usando elementi ricavati da
vecchie cartografie a supporto di Piani regolatori generali comunali non in
linea con la normativa attualmente vigente. Questa mancanza è spesso mascherata
da motivi economici che sarebbero superabili con una distribuzione più equa
delle risorse disponibili. È quindi doveroso fare un po' d'ordine e
dare alcuni consigli a coloro che vanno a
investire i risparmi di una vita comprando o costruendo un edificio. La
relazione geologica è un elaborato progettuale obbligatorio e può essere
firmata solamente da un geologo, regolarmente iscritto all'albo professionale.
Il motivo è lampante: soltanto chi si specializza nello studio delle Scienze
della Terra è in grado di avere uno sguardo a 360 gradi sui problemi che si
possono generare. Andreste da un oculista per farvi sistemare un ginocchio? La
lista completa degli abilitati è pubblica e disponibile al sito dell'Ordine dei
geologi della regione Friuli Venezia Giulia (www.geologifvg.it). I committenti
devono scegliere personalmente il geologo che deve garantire l'assenza di
pericoli per l'edificio o la struttura da progettare (e si sottolinea da progettare,
non già progettata o perfino già costruita!) e suggerire adeguati accorgimenti:
così come si scelgono le piastrelle, gli infissi, gli arredi eccetera, è
indispensabile anche non delegare soltanto ai tecnici progettisti una scelta
che segnerà il destino dell'edificio; le piastrelle si cambiano, gli edifici
non si possono spostare! Nella scelta può essere utile valutare l'aggiornamento
professionale cui i geologi sono obbligati: sul sito regionale sono presenti i
nominativi degli adempienti all'Ape (Aggiornamento professionale continuo). Per
adempiere gli obblighi di legge, le analisi per la relazione geologica per le
costruzioni devono fare riferimento a tre livelli conoscitivi: i sedimenti alla
profondità di posa delle fondazioni; i sedimenti compresi nel «volume
significativo»; la «categoria di terreno» da usarsi per la progettazione
antisismica. Se nel primo caso è sufficiente uno scavo per un'osservazione
diretta e la conseguente analisi, gli altri presuppongono esami più complessi.
Il «volume significativo» è dipendente dalla larghezza dell'edificio: infatti
la profondità di analisi è generalmente pari a una volta e mezzo tale quantità.
Per giungere alla conoscenza dei sedimenti generalmente per i primi 15-20 metri
le metodologie sono diverse, dalle perforazioni ai metodi geofisici. La
«categoria di terreno», invece, è la chiave per una corretta progettazione,
visto che ogni successivo passo ne è derivato. Essa è stata introdotta per
motivi antisismici, quindi in Friuli Venezia Giulia trova una giustificazione
ancor maggiore, come ben ricorda chi ha vissuto il 6 maggio 1976 e gli anni
successivi. Secondo norma, essa, spiegandolo in maniera molto semplificata, è
dipendente dalla velocità delle onde sismiche per una profondità di 30 metri al
di sotto del piano di posa delle fondazioni. Dev'essere determinata mediante
varie prove geofisiche: per averne un'idea possono essere consultati (sempre
sul sito dei geologi regionali) gli «Indirizzi e criteri per la microzonazione
sismica», dove sono riportate le metodologie validate a livello internazionale.
È importante che le analisi eseguite facciano riferimento a metodologie
validate dalle istituzioni scientifiche per garantire che la categoria di
terreno sia corretta: questo fatto assicura una giusta spesa per le strutture e
un'adeguata resistenza in caso di sisma. Come ulteriore garanzia per i
committenti, nonché per adempiere ogni singola istanza della normativa,
l'Ordine dei geologi regionale ha emanato, di concerto con gli altri Ordini
regionali d'Italia, le «Linee guida per la redazione delle relazioni geologiche
e geotecniche» ; tale documentazione è sempre disponibile sul sito e i
committenti devono richiedere il rispetto del disciplinare. Il costo di una relazione
geologica, considerato quanto sopra riportato, non può essere pari a quello di
una cena al ristorante. Pare superfluo ricordare che, generalmente, il costo è
direttamente proporzionale alla qualità di ciò che viene acquistato. Da questa
breve nota emerge che la relazione geologica è un elaborato progettuale utile
per qualsiasi tipo di costruzione e dev'essere interpretata come una
previdenza, piuttosto che un mero costo!
Alberto Chiandussi, Daniela Croce e Roberto
Ponta
Friuli Venezia Giulia
Iscriviti a:
Post (Atom)